Mostra “La Fotografia” Ugo Mulas a Brescia, qualche nota a caldo dopo la visita alla mostra

Sabato 3 maggio, ho approfittato della mattinata libera e della giornata di sole per recarmi al museo di Santa Giulia per visitare la mostra di Ugo Mulas curata da Jean-François Chevrier (qui il link al sito di Bresciamusei).

Ho visto foto bellissime di un artista che non conoscevo e mentre visitavo la mostra mi è venuta voglia di prendere qualche breve appunto, senza pretese e nella massima semplicità.

Senza pretese e con la massima semplicità vi ripropongo i miei appunti, appena emendati nella forma…

Per scelta non ho scattato foto all’interno della mostra e quindi non ho la possibilità di proporvi tutte le bellissime immagini che ho avuto la possibilità di vedere (ho postato solo quelle che sono riuscito a reperire in rete).

Tra le prime foto che ho avuto modo di ammirare è una serie dedicata a Lucio Fontana, che in me ha suscitato chiaramente l’idea della forza creativa. E’ stato poi sorprendente leggere il titolo della serie: “l’attesa” (ha confermato la mia intuizione….)

Foto di Ugo Mulas trovate in rete

In particolare la prima e la seconda foto della serie sono, a mio avviso, assolutamente potenti.

Altra foto che mi è piaciuta molto è quella di Marcel Duchamp

Foto di Ugo Mulas trovate in rete

Anche questa foto per me è straordinaria, vi è la fusione totale tra l’artista e l’opera. Chi guarda non sa se guardare il volto del creatore o la creazione mentre è evidente che il volto di Duchamp si vede attraverso la sua opera.

Bellissimo poi l’autoritratto in cui in realtà l’uomo scompare in un’ombra indistinta e resta solo la macchina fotografica e le mani necessarie a controllarla

Foto di Ugo Mulas

Altra foto che mi ha colpito tantissimo, nel suo concettualismo puro, è “omaggio a Niepce“.

Trovo quest’immagine bellissima e profonda, un ode alla fotografia, anche se, sinceramente, per coglierne il senso è stato necessario leggere con attenzione la didascalia.

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Claustrofobica invece l’immagine di Bellamy con la maschera di gesso creata da George Segal. Le varie foto del laboratorio di George Segal presenti in me hanno suscitato il ricordo dei morti di Pompei.

Altri scatti degni di nota sono quelli di Alexander Calder il cui viso non viene mai mostrato pienamente.

Anche in questo caso l’artista ed il manufatto si identificano, addirittura, in una delle foto, Calder e la sua scultura hanno la stessa posa, fondendosi idealmente.

Da ultimo mi hanno colpito tantissimo le due immagini relative a Larry Poons (sono da cogliere l’una a destra e l’altra a sinistra di un arco nella seconda sala).

In esse Ugo Mulas, che in quel periodo documentava la ritualità dei pittori, trasmette immediatamente il dualismo creativo, ideazione ed azione, con una forza ed una semplicità geniali, rafforzate dal mosso presente nella fase di azione.

Infine un’ultima notazione, spesso nelle foto di Mulas non c’è rispetto formale, le linee sono storte, a volte volti sottoesposti, tuttavia sempre il messaggio che scaturisce dalle immagini è potente… un ulteriore insegnamento per me, fotografo della domenica…..

Concludendo, una mostra fotografica bellissima ed emozionante, da vedere con calma cercando di cogliere quello che le immagini dicono nascostamente……

Per chi volesse approfondire:

Il sito dell’Archivio Mulas

La pagina di wikipedia dedicata ad Ugo Mulas

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